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EMERGENZA URAGANO IN YEMEN

Categoria: News nazionali e internazionali Pubblicato Venerdì, 06 Novembre 2015 Scritto da kasbah

L’UNHCR FORNISCE TENDE E GENERI DI PRIMA NECESSITA’ PER LE PERSONE SFOLLATE A CAUSA DEL CICLONE CHAPALA IN YEMEN

2)      AGGIORNAMENTO SU LESBO E LE ISOLE GRECHE

 Questo è un riassunto di quanto ha detto il portavoce UNHCR alla conferenza stampa di oggi al Palazzo delle Nazioni a Ginevra.

 1)      L’UNHCR FORNISCE TENDE E GENERI DI PRIMA NECESSITA’ PER LE PERSONE SFOLLATE A CAUSA DEL CICLONE CHAPALA IN YEMEN

Il ciclone tropicale Chapala si è abbattuto il 3 novembre sulla regione di Hadramaut prima di passare a Shabwah lungo la costa del Mare Arabico in Yemen. Venti forti, piogge torrenziali e inondazioni hanno distrutto case, barche e bestiame, e hanno provocato l’interruzione dei servizi. Le prime notizie parlano di circa 1.600 famiglie sfollate a Hadramout, circa 150 a Shabwah, 25 ad Al Maharah e altre centinaia a Socotra.

Il giorno prima del ciclone, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) aveva trasferito 3.000 kit con beni non alimentari e 1.000 tende a Al Mukalla nella regione di Hadramout, e i partner dell'UNHCR hanno iniziato la distribuzione già il 4 novembre. Inizialmente sono state 350 le famiglie raggiunte a Hadramout e le distribuzioni sono tuttora in corso nelle zone colpite. L'UNHCR sta anche portando a Al Mukalla 5.000 kit per la costruzione di rifugi di emergenza. Nel preparare la risposta e nella sua concreta attuazione, l'UNHCR si sta coordinando con le autorità, le altre agenzie delle Nazioni Unite, le ONG, le organizzazioni della società civile e attraverso i cluster subnazionali per la Protezione e l’Accoglienza ad Aden.

Gli effetti di Chapala sono stati più gravi a Shabwah e a Hadramaut, che insieme hanno una popolazione di circa 1,9 milioni di persone. Jilaa, un villaggio di circa 1.150 abitanti nella regione di Shabwah, è stato completamente spazzato via e continuano ad arrivare informazioni di ulteriori devastazioni. Il 76% della popolazione (1,4 milioni di perosne) di queste regioni aveva già bisogno di assistenza umanitaria, compresi più di 100mila sfollati interni e più di 27mila tra rifugiati e migranti.

Prima del ciclone, l'isola yemenita di Socotra - situata a 350 km dalla terraferma nel Mare Arabico - aveva già subito una vasta distruzione e l’esodo della popolazione, con molte persone che erano state costrette a rifugiarsi in grotte, scuole o presso parenti. Almeno 170 case dell'isola sono state completamente danneggiate e altre 610 parzialmente danneggiate.

L’UNHCR in Yemen era in contatto con i colleghi presenti nel Somaliland e nel Puntland per dissuadere rifugiati, richiedenti asilo e migranti - soprattutto provenienti da Etiopia e Somalia – dall’imbarcarsi per raggiungere lo Yemen a causa delle condizioni pericolose del mare dovute al ciclone Chapala. Non sono stati segnalati nuovi arrivi dal primo di novembre. Dall’inizio del 2015 l'UNHCR ha contato quasi 70mila nuovi arrivi lungo le coste del Mar Rosso e del Mar Arabico. Oltre 11mila sono arrivati nel mese di ottobre, lungo la costa del Mare Arabico, e hanno ricevuto accoglienza e assistenza medica nel centro di accoglienza di Mayfa gestito dall'UNHCR a Shabwah, che finora ha resistito bene alla tempesta riportando solo lievi danni alle strutture.

L’UNCHR è stato informato dell’arrivo di una nuova tempesta tropicale che potrebbe dar vita ad un secondo ciclone, che raggiungerebbe Socotra domenica 8 novembre. L'UNHCR e le altre agenzie umanitarie stanno ulteriormente incrementando le misure di preparazione e risposta. Gli operatori dell’UNHCR in Somalia hanno ancora una volta divulgato messaggi di allerta attraverso le reti di partner e la comunità locale volti a dissuadere le persone dal mettersi in viaggio verso lo Yemen.

Nel corso degli ultimi mesi gli arrivi si erano spostati principalmente sulla costa del Mare Arabico per evitare le zone di intenso conflitto situate nella regione di Taizz, sulla costa yemenita del Mar Rosso. Lo Yemen ha 21,1 milioni di abitanti che necessitano di assistenza umanitaria: incluso l'accesso al cibo, all’assistenza sanitaria e all’acqua potabile. Inoltre, sono più di 2,3 milioni gli sfollati interni provocati dall’inasprirsi del conflitto a partire dalla fine di marzo di quest'anno.

2)      AGGIORNAMENTO SU LESBO E LE ISOLE GRECHE

Gli operatori dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) presenti sulle isole greche hanno lavorato durante tutta la settimana per fornire aiuto ai rifugiati, ai migranti e alle comunità ospitanti colpiti da uno sciopero dei trasporti marittimi durato quattro giorni che si è concluso questa mattina.

Si stima che circa 20mila rifugiati e migranti si trovino attualmente sulle isole, il che mette a dura prova le limitate strutture di accoglienza presenti. Questa situazione ha reso ancora più evidente quanto già sottolineato dalle ripetute richieste dell'UNHCR perché vengano migliorate le condizioni e la capacità stessa di accoglienza in Grecia. Il recente accordo per l’aumento dei posti di accoglienza nel paese sarà un fattore chiave per stabilizzare la situazione e sostenere il programma di ricollocamento. L'UNHCR sta collaborando con l'Unione Europea e gli Stati membri per sostenere questa iniziativa.

Questa settimana sono stati fatti dei progressi, con il primo trasferimento in aereo di 30 richiedenti asilo siriani e iracheni dalla Grecia verso altri paesi dell'Unione Europea - in questo caso in Lussemburgo.

Qui di seguito una rapida panoramica della situazione attuale su alcune isole e sul lavoro l’Agenzia ha svolto questa settimana per contribuire ad alleviare le pressioni causate dallo sciopero dei traghetti.

A Lesbo, il numero di persone arrivate ieri (giovedì) è in leggera diminuzione, tuttavia si stima che già mercoledì fossero presenti sull’isola tra 7mila e 10mila rifugiati e migranti. Molti di loro si trovano all’interno o nei dintorni della città principale di Mytilini. Centinaia di loro alloggiavano nella zona portuale in tende da campeggio e altre migliaia nel sito di Moria. L'UNHCR ha sostenuto il governo nel suo tentativo di incrementare la capacità di accoglienza, anche attraverso l’allestimento di unità abitative e di una grande tensostruttura con funzioni di magazzino dell'UNHCR. Tuttavia tale capacità continua ad essere estremamente limitata, al punto che alcune persone sono state costrette a rimanere all'aperto durante la notte, comprese donne e bambini. Oltre a mezzi per i trasferimenti, l'UNHCR ha distribuito coperte, materassini e barrette energetiche per aiutare chi dormiva all’aperto a tenersi caldo. L'UNHCR ha poi utilizzato altoparlanti per informare le persone sullo sciopero e su altre questioni rilevanti.

Giovedì sull’isola di Leros si trovavano circa 3.400 rifugiati e migranti, su una popolazione totale di circa 8mila persone. Ciò ha messo a dura prova i servizi pubblici, acqua ed elettricità comprese. Il personale dell'UNHCR a Leros sta identificando le persone con bisogni specifici per dare loro priorità nell’assegnazione dei pochi alloggi disponibili. L’Agenzia sta costruendo nuove unità abitative per le famiglie di rifugiati, ma il sovraffollamento rende estremamente difficile trovare spazi adatti. L’UNHCR lavora inoltre per migliorare i servizi idrici e sanitari, anche attraverso l’installazione di pompe e collabora con polizia e Guardia Costiera per distribuire aiuti, tra cui coperte. Anche il cibo scarseggia e perfino i negozi locali stanno esaurendo le scorte a causa dello sciopero dei trasporti che ha bloccato le normali consegne sull'isola. I volontari, tuttavia, hanno anche provveduto alla distribuzione di cibo.

A Chios, sono almeno 1.700 le persone arrivate ieri (giovedì), il che porta il totale di presenze sull'isola ad almeno 2.400. Al momento si sta assistendo a un picco di arrivi, che ci si aspetta continui finché il tempo è buono. Vi è una carenza di alloggi e le persone dormono nel giardino comunale, dove l'UNHCR ha allestito circa 80 tende per le persone più a rischio. Sono inoltre già pieni la grande tensostruttura allestita dall'UNHCR al porto e gli alberghi locali. Un nuovo sito di accoglienza dell'UNHCR a Souda potrebbe essere pronto entro venerdì, aiutando ad alleviare le attuali pressioni.

Ieri (giovedì) a Samos, il bel tempo e il mare calmo hanno portato ad un aumento degli arrivi, circa 900 persone, per la maggior parte siriani. Con questi nuovi arrivi, sono ormai 3.500 i rifugiati e migranti in attesa sull'isola, dove c’è carenza di alloggi. Alcune persone alloggiano in un centro di identificazione, mentre circa 2.500 si trovano nella zona portuale, dove i più vulnerabili dormono all’interno di 16 container messi a disposizione dalle autorità locali. Molti dei nuovi arrivati hanno montato le loro tende nel porto, mentre altri dormono per terra o su materassini forniti dell'UNHCR. Il sovraffollamento complica la distribuzione degli aiuti, ma l'UNHCR sta identificando le persone con bisogni specifici e cercando di facilitare le operazioni di registrazione. Il cibo viene distribuito dal Comune, dai militari, da una ONG e da volontari. L'UNHCR contribuisce distribuendo barrette energetiche.

Anche a Kos, il bel tempo e il mare calmo hanno portato a continui arrivi ed è stata registrata un'altra tragedia in mare che ieri ha provocato la morte di un bambino di 4 anni e la scomparsa di un altro di 6. Gli operatori dell'UNHCR riferiscono che sta crescendo il numero di famiglie di afgani e iraniani in arrivo, benchè i siriani rimangano tuttora in maggioranza. Sull'isola, ci sono poche risorse disponibili per rifugiati e migranti. Tutti gli alberghi sono al completo e il parco archeologico, dove la maggior parte delle persone trascorre la notte, è sovraffollato. L'UNHCR si è appellato al comune perchè adibisca un campo di basket, un teatro o un stadio locale ad alloggi temporanei, ma la richiesta è stata rifiutata. L'UNHCR ha intensificato l’assistenza, fornendo anche coperte e materassini attraverso l’associazione Kos Solidarity.

Nella vicina Kalymnos, le associazioni della comunità locale hanno fornito un buon supporto alle persone arrivate, anche accompagnando i sopravvissuti di un recente naufragio a Kos per i servizi funebri. Circa 250 rifugiati sono attualmente sull'isola. I nuovi arrivati soggiornano in hotel o in un edificio dismesso che il comune ha messo a disposizione. L'UNHCR sta allestendo un centro di emergenza nel porto, che comprenderà 16 unità abitative per le famiglie di rifugiati, gestite dal comune.

In queste circostanze, in tutte le isole, migliaia di donne e bambini rifugiati sono costretti a stare all'aperto durante la notte o in strutture di accoglienza sovraffollate e inadeguate, in cui sono esposti a tutti i tipi di rischi, compreso quello di violenze sessuali. Fornire loro un alloggio adeguato è essenziale per proteggerli e diventa ancora più importante con l’inverno alle porte.

I minori non accompagnati e separati dalle loro famiglie rappresentano una fonte di preoccupazione sempre più grande; l'UNHCR sta fornendo supporto per i ricongiungimenti familiari e dando loro tutto il sostegno necessario. L'Agenzia sta inoltre fornendo supporto psicosociale e legale alle vittime dei naufragi mentre i volontari e i partner continuano a svolgere un ruolo fondamentale per colmare alcune delle lacune più gravi.

L'UNHCR continuerà a sostenere le autorità greche per migliorare le capacità d’accoglienza e di registrazione sulle isole. L’Agenzia ha lanciato un appello per raccogliere 32 milioni di dollari in vista dell’inverno in Grecia. Questa richiesta è parte di un piano complessivo di 96 milioni di dollari per affrontare l’inverno in Grecia e nei Balcani che l’UNHCR ha annunciato ieri. Per maggiori dettagli sul piano, si può visitare il sito: www.unhcr.org

 Per ulteriori informazioni:

Carlotta Sami - Cell +39 335 6794746; Fax +39 06 80212325

Ufficio stampa - 06 80212318/33
Twitter:
UNHCRItalia CarlottaSami

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